La Banca Centrale di Danimarca invita alla cautela sul futuro economico

La Banca nazionale danese ha invitato alla cautela economica per quanto riguarda le politiche future, prevedendo anche l’arrivo di un’inflazione fluttuante.

La Banca nazionale danese ha lanciato un severo avvertimento sulla continua minaccia di un’inflazione elevata negli anni a venire.

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Nelle sue ultime previsioni pubblicato mercoledìla banca centrale ha dipinto un quadro delle sfide economiche e ha sottolineato la necessità di misure fiscali prudenti.

Secondo l’analisi della Banca Nazionale, l’inflazione in Danimarca Si prevede che si aggirerà intorno al 3,8% quest’anno e rimarrà al 3% l’anno successivo, con gli aumenti salariali identificati come il principale motore di questa persistente tendenza inflazionistica.

Il direttore della Banca nazionale Christian Kettel Thomsen ha sottolineato l’importanza di un attento processo decisionale da parte dei politici che potrebbe avere un impatto sull’economia, affermando: “Non siamo ancora dove dobbiamo essere in relazione a garantire un’inflazione bassa e stabile in Danimarca”.

Un parametro degno di nota è l’inflazione core, una misura che esclude energia e prodotti alimentari crudi.

Si prevede che quest’anno si attesterà al 6,5% e al 3,5% per il prossimo. Il parametro funge da indicatore di quanto l’inflazione sia diventata profondamente radicata nell’economia.

A differenza di alcuni paesi con obiettivi di inflazione espliciti, la Danimarca non ha un obiettivo specifico, ma la Banca Centrale Europea (BCE) e il Regno Unito hanno fissato i rispettivi obiettivi di inflazione al 2%.

Mentre si è registrato un notevole calo inflazione dopo il suo picco di oltre il 20% alla fine del 2022, la Banca nazionale rimane vigile.

Thomsen ha sottolineato che se gli attuali negoziati per il bilancio 2024 introducono misure che stimolano l’attività economica, dovrebbero esserci misure altrettanto equilibrate per mitigare tale attività.

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Politica finanziaria e politica economica vanno di pari passo

I tassi di interesse sono stati aumentati per la decima volta dall’estate precedente, una mossa intesa a rallentare l’inflazione. Più recentemente, la banca centrale ha aumentato l’inflazione in linea con quella della BCE aumento del tasso di interesse lo scorso giovedì.

Thomsen ha sottolineato l’importanza di garantire che “la politica finanziaria non operi contro le politiche fiscali”.

La bozza di bilancio 2024 del governo danese, presentata alla fine del mese scorso, è in linea con le raccomandazioni della banca centrale. Si raggiunge un equilibrio che la Banca Nazionale ritiene favorevole, indicando che “la politica finanziaria dovrebbe continuare a consentire una politica economica rigorosa”, come delineato nell’attuale progetto di bilancio.

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Nonostante le preoccupazioni espresse dalla banca centrale riguardo all’inflazione, si prevede che quest’anno l’economia danese crescerà dell’1,7%. Questa revisione al rialzo arriva dopo aver inizialmente previsto un tasso di crescita del PIL dello 0,9% a marzo.

È chiaro che i politici danesi si trovano ad affrontare un compito impegnativo nel destreggiarsi nel delicato equilibrio tra crescita economica e controllo dell’inflazione. Con lo spettro di un’inflazione elevata che permane, la richiesta di restrizioni fiscali da parte della Banca Nazionale sottolinea l’importanza di un processo decisionale economico prudente nei prossimi anni.

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