Il CEO ammette di aver manipolato i futures delle criptovalute nello scandalo della scelta delle ciliegie

L’ex CEO di Systematic Alpha Management LLC, Peter Kambolin, si è dichiarato colpevole di uno schema di “cherry-picking” che coinvolge contratti futures su criptovalute, segnando un caso unico nel suo genere.

In un caso senza precedenti, Peter Kambolin, ex amministratore delegato di Systematic Alpha Management LLC (SAM), ha ammesso la colpa in uno schema di “cherry-picking” che coinvolge contratti futures su criptovalute.

Questa pratica, nota come “cherry-picking”, prevede che i gestori degli investimenti allochino intenzionalmente operazioni lucrative o non redditizie su conti selezionati, consentendo loro di ottenere profitti significativi. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha rivelato che Kambolin ha manipolato l’allocazione dei profitti e delle perdite da queste operazioni di futures a beneficio dei suoi conti personali.

Questo incidente ha portato Kambolin ad affrontare l’accusa di cospirazione per commettere frodi sulle materie prime. Se ritenuto colpevole, rischia una pena detentiva fino a cinque anni.

Questa non è la prima volta che Kambolin viene messo sotto esame, poiché all’inizio di maggio anche la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha intentato un’azione civile contro di lui, sostenendo di aver ingannato i partecipanti al pool e i clienti dei conti.

Ian McGinley, direttore dell’applicazione della CFTC, ha evidenziato la disparità tra le promesse e le azioni di Kambolin. Kambolin si è impegnata a garantire un’equa distribuzione delle opportunità di investimento tra tutti i conti, mentre la maggior parte dei profitti è confluita nei conti di Kambolin, lasciando le perdite ai clienti.

Da questo schema, i conti di SAM e Kambolin hanno raccolto profitti commerciali per un totale di almeno $ 1.451.559. Tali guadagni hanno finanziato uno stile di vita lussuoso, compreso l’affitto di un appartamento sulla spiaggia. Inoltre, una parte di questi guadagni illeciti è stata incanalata verso conti bancari esteri in Bielorussia e Dominica, gestiti da un complice.

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L’assistente procuratore generale ad interim della divisione penale del Dipartimento di Giustizia Nicole M. Argentieri ha sottolineato la gravità di questo caso, affermando che le azioni di Kambolin non solo hanno violato la fiducia dei suoi clienti, ma hanno anche rischiato di offuscare la fiducia degli investitori nei mercati delle materie prime.

Argentieri ha ribadito il costante impegno del Dipartimento di Giustizia nell’impiego di analisi avanzate dei dati per identificare e perseguire i reati finanziari.

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