In che modo i grandi player delle criptovalute possono manipolare i dati

Considerando che le preoccupazioni legate alla manipolazione dei dati hanno un impatto sugli investitori, esploriamo le soluzioni per garantire fiducia e trasparenza.

Nell’era digitale di oggi, in cui la fiducia può creare o distruggere le fortune, molti si chiedono: chi guarda gli osservatori?

Troppo spesso sono gli investitori quotidiani a sostenere il peso dei giochi di dati nascosti e delle pratiche ingannevoli. Da Wall Street all’universo delle criptovalute, i divari di integrità possono costare caro.

Approfondiamo il nocciolo della questione, esplorando come le società crittografiche potrebbero manipolare i dati e offrendo approfondimenti sulle sfide più ampie e sulle potenziali soluzioni nella nostra era digitale.

Difetti dei sistemi centralizzati

Nel 2008, il crollo di Lehman Brothers è emerso come un caso notevole di manipolazione dei dati che ha esacerbato la crisi finanziaria. Era strettamente legato a una manovra finanziaria chiamata “Repo 105”, che ha permesso a Lehman di nascondere 50 miliardi di dollari di denaro preso in prestito rimuovendo temporaneamente questi asset dai suoi registri.

“Le cose non sono migliorate molto dal 2008 in termini di servizi di database dietro le quinte”, ritiene Scott Dykstra, CTO e co-fondatore di Space and Time, un data warehouse decentralizzato. Ha parlato esclusivamente con crypto.news alla conferenza Chainlink di Barcellona e ha condiviso le sue opinioni sulla situazione.

Il regno delle criptovalute, in particolare le sue piattaforme centralizzate, può essere suscettibile alla manipolazione dei dati. Dykstra, paragonando gli scambi centralizzati alle scatole nere, ha detto:

“Le scatole nere centralizzate potrebbero, in teoria, manipolare i dati se lo volessero. Ma c’è questo livello di fiducia intrinseca: noi ci fidiamo di CoinMarketCap e loro si fidano di Binance. Ma il punto centrale di web3 è che non dovresti fidarti di nulla. Dovresti verificare tutto.”

Il recente scandalo FTX che ha coinvolto il CEO Sam Bankman-Fried rappresenta l’ultimo caso di presunta manipolazione dei dati nel settore delle criptovalute.

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Al centro dello scandalo c’era la manipolazione del token nativo di FTX, FTT, che, secondo i pubblici ministeri, era intrecciato con attività fraudolente che hanno distolto FTX dalle sue dichiarate operazioni trasparenti.

Ecco alcuni altri modi in cui la manipolazione dei dati potrebbe causare problemi:

Ordinare la fabbricazione di libri

Un rischio evidente è la fabbricazione di portafogli di ordini. Invece di riflettere ordini di acquisto e vendita autentici, una piattaforma manipolata potrebbe visualizzare numeri gonfiati o sgonfiati, fuorviando i trader sulla domanda o sull’offerta reale di un asset.

Inoltre, possono essere eseguite operazioni false: transazioni che sembrano reali agli estranei ma sono semplicemente un miraggio, orchestrate per creare l’illusione di un elevato volume di scambi o di movimenti dei prezzi.

In sostanza, sebbene le piattaforme centralizzate offrano comodità, presentano anche opportunità di inganno, mettendo potenzialmente a repentaglio gli investimenti di innumerevoli individui.

Volumi di scambio falsi

L’analisi di Forbes del 2022 su 157 exchange di criptovalute fa luce su un preoccupante livello di manipolazione dei dati, rivelando che il 51% del volume di scambi giornaliero di Bitcoin (BTC) riportato è probabilmente falso.

Una forma predominante di questa manipolazione è il wash trading, in cui viene creata un’attività di mercato fuorviante acquistando e vendendo simultaneamente asset per gonfiare i volumi degli scambi, dando una falsa impressione della liquidità degli asset e dell’attività di mercato.

Questa mancanza di un’autentica attività di mercato è esacerbata dalla scarsa sorveglianza degli scambi, un riflesso della natura nascente e in gran parte non regolamentata del mercato delle criptovalute.

L’analisi sottolinea anche una notevole mancanza di metodi universalmente accettati per calcolare il volume degli scambi giornalieri di Bitcoin, con diverse società di ricerca e scambi di settore che riportano cifre diverse. Le lacune normative contribuiscono ulteriormente al problema, con gli scambi che operano con poca o nessuna supervisione normativa, contribuendo in modo significativo alla falsa segnalazione dei volumi.

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I volumi di scambio fasulli fuorviano gli investitori riguardo alla reale attività di mercato e alla liquidità, portando potenzialmente a decisioni di investimento male informate.

La blockchain è una soluzione universale?

Numerose aziende nel settore delle criptovalute stanno sviluppando attivamente soluzioni volte a migliorare la trasparenza e la verificabilità dei dati. Space and Time, guidato da Dykstra, ha introdotto un protocollo a conoscenza zero, Proof-of-SQL, per convalidare l’autenticità dei dati consegnati ai contratti intelligenti.

Mentre gli appassionati di tecnologia potrebbero pensare immediatamente alla blockchain quando parlano di database verificati crittograficamente, Dykstra sottolinea che non tutti i sistemi richiedono blockchain. Attualmente, le imprese adottano prevalentemente la blockchain per applicazioni finanziarie, con settori come la catena di fornitura, le assicurazioni e la documentazione sanitaria che sono in ritardo nella transizione alla tecnologia blockchain. Dykstra descrive la blockchain come “una soluzione troppo ingegnerizzata, complicata e troppo costosa per dati non preziosi” e sottolinea la disponibilità di database cloud consolidati e convenienti come valide alternative. Ha inoltre aggiunto:

“C’è un incentivo per un utente malintenzionato a voler manipolare le cartelle cliniche? Se è così, allora potrebbe essere un buon caso d’uso per la blockchain. Ma al momento, gli incentivi non sono sufficientemente elevati da rendere la blockchain uno strumento necessario per questo tipo di dati.”

Guardando al futuro, Dykstra spera che entro il 2028 avremo dati attendibili e affidabili. Questo non significa solo usare la blockchain; si tratta di creare un mondo digitale in cui possiamo fare affidamento sui nostri dati, sapendo che dicono la verità.

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